FAMIGLIA

  • Diritto di abitazione, valore “fuori calcolo”

    Il valore del diritto di abitazione del coniuge assegnatario deve essere escluso dal calcolo delle quote da farsi in sede di scioglimento della comunione legale tra i coniugi, altrimenti comportando un indebito arricchimento a favore del genitore affidatario: lo ha chiarito la Cassazione nell’ordinanza n. 33069/2018, depositata il 20 dicembre 2018. I giudici della Suprema

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  • Assegnazione della casa familiare: esclusività alla tutela della prole

    Come noto, nelle vertenze in materia di separazione personale dei coniugi e/o scioglimento / cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio), l’assegnazione della casa familiare – il cui aspetto economico si rinviene esplicitamente nella legge 1° dicembre 1970, n. 898, art. 6, comma 6 – è finalizzata all’esclusiva tutela della prole e, in particolare, all’interesse dei figli

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  • Assegno di mantenimento per il figlio e criteri di determinazione: la recente sentenza della Cassazione, sez. VI-1, del 10 ottobre 2018, n. 25134

    In materia di determinazione dell’assegno di mantenimento per il figlio (minore o economicamente non indipendente) è necessario partire dall’assunto per cui, ai sensi dell’art. 148 c.c., entrambi i  genitori sono tenuti ad adempiere all’obbligazione di mantenimento della prole in proporzione alle rispettive sostanze, nonché secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Non vige,

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  • Figlio maggiorenne convivente con genitore separato: chi riceve il contributo per il mantenimento?

    Il genitore, separato o divorziato, tenuto al mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente e convivente con l’altro genitore, non può pretendere, in assenza di una specifica domanda in tal senso del figlio, di adempiere la propria prestazione nei confronti di quest’ultimo anziché dell’ex coniuge. Pure a seguito dell’introduzione dell’art. 155 quinquies c.c. (ad opera

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  • Assegno divorzile e convivenza del coniuge beneficiario

    L’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile all’ex coniuge, che ha intrapreso una nuova convivenza more uxorio, connotata da caratteri di stabilità e continuità, non resta più sospeso, nell’attesa di riprendere vigore nell’eventuale ipotesi di fallimento della nuova unione, ma cessa definitivamente. In tal senso si è pronunciata la Cassazione con sentenza n. 6855/2015, che muta l’orientamento precedente (Cass.

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  • Onere della prova della lesione della legittima

    L’art. 42 della Costituzione costituisce fondamento tanto della tutela dell’autonomia testamentaria quanto dei suoi limiti. Tale norma dispone come spetti alla legge ordinaria contemperare il diritto di una persona di disporre spontaneamente dei propri beni per il tempo successivo alla morte con interessi di medesima rilevanza giuridica, quali l’aspettativa riconosciuta al gruppo familiare dei prossimi

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  • Il pagamento di un debito ereditario non implica l’accettazione tacita

    “Il pagamento del debito del “de cuius” che il chiamato effettua con denaro proprio non è un atto dispositivo e comunque suscettibile di menomare la consistenza dell’asse ereditario, ovvero tale che solo l’erede ha il diritto di compiere (Cass. 26-3-1965 n. 497), avuto riguardo all’art. 1180 c.c., che legittima qualsiasi terzo all’adempimento del debito altrui

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  • Revisione dell’assegno divorzile per pensionamento

    La c.d. Legge divorzile consente la revisione, in camera di consiglio, delle disposizioni relative ai contributi a favore dei coniugi (e della prole) contenute nella sentenza di divorzio. Quanto alla competenza per territorio, è prevista la competenza anche del giudice del luogo di esecuzione dell’obbligazione. Nel senso che la domanda di revisione dell’assegno può proporsi

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  • Successione: un caso concreto

    Il caso: due coniugi anziani, in regime di comunione dei beni, senza figli né ascendenti. Quali parenti più prossimi, vi sono due nipoti del marito (figli di fratelli defunti), tre sorelle della moglie, cinque nipoti della moglie (tre figli di fratelli defunti e due figli delle sorelle). Le volontà dei coniugi in ordine alla propria

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