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Sottrazione di danaro dal conto corrente cointestato

Il richiedente, che viveva con la madre e le prestava assistenza, riferiva che il fratello maggiore aveva prelevato integralmente somme depositate su conto corrente cointestato con la madre ed i fratelli, con la motivazione che il richiedente ne facesse un uso improprio.

La risposta

La cointestazione determina una situazione di titolarità plurisoggettiva, regolata dalle norme che disciplinano la comunione di diritti reali sui beni, in forza delle quali nessun partecipante può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri, mentre la separazione delle firme integra la facoltà di ciascun cointestatario del deposito di prelevare disgiuntamente, anche oltre i limiti delle rispettive quote, con l’obbligo corrispondente della banca di adempiere alla restituzione di quanto depositato, con effetto liberatorio nei confronti di tutti i cointestatari.

In base all’articolo 1101 del Codice Civile “le quote dei partecipanti alla comunione si presumono uguali”.

Conseguentemente ogni cointestatario potrà rivolgere, nei confronti degli altri cointestatari, la richiesta di restituzione della Sua quota di danaro dagli stessi prelevata.

A fronte di un eventuale rifiuto sarebbe possibile agire in sede civile o, previa valutazione dei presupposti, in sede penale per appropriazione indebita.

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