Scoperta di testamento olografo a seguito dell’apertura della successione

La scoperta di un testamento olografo oltre dieci anni l’apertura di una successione, non attribuisce alcun diritto a colui che viene chiamato all’eredità mediante il suddetto testamento.

In tal senso Cass. n. 264/13 che fa proprio il principio sancito all’art. 480 c.c., nel quale si stabilisce un termine perentorio per l’accettazione dell’eredità.

Specificamente la Suprema Corte rileva come l’impedimento ad accettare l’eredità sofferto dal chiamato testamentario per ignoranza della conoscenza del testamento è impedimento di mero fatto che pertanto non produce né sospensione, né interruzione dei termini di prescrizione.

Continua sostenendo che “l’impossibilità di far valere il diritto alla quale l’art. 2935 c.c. attribuisce rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione è solo quello che deriva da cause giuridiche che ne ostacolino l’esercizi”, mentre non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, elencati in numero chiuso dall’art. 2941 c.c. tra i quali non rientra certamente l‘ipotesi di ritrovamento di un testamento olografo.

Orbene quanto esposto risponde ad un’esigenza di certezza delle situazioni giuridiche di coloro che medio tempore abbiano accettato la presunta delazione ex lege e delle intervenute regolamentazioni dei diritti ereditari tra categorie di successibili.

 

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